L'ESSENZA DELLE COLLINE TERAMANE
Tenuta Cerulli Spinozzi, azienda simbolo di quello che non è soltanto un vino, ma un marchio di identità e qualità: il Colline Teramane Montepulciano d’Abruzzo DOCG, la più alta denominazione aprutina del Montepulciano d’Abruzzo, con una storia ancora tutta da scrivere.
Quando si parla di Abruzzo, è bene precisare che non esiste un unico volto di questa regione. Sarebbe più corretto parlare “degli Abruzzi” per poterne descrivere le poliedrica essenza che dall’alto del Gran Sasso abbraccia le colline per tuffarsi nel mar Adriatico.
La porzione settentrionale di questa regione, fatta di pastori e pescatori che hanno intessuto le loro storie e le tradizioni culinarie costituendo un melting pot di sapori in perfetta sinergia fra loro, è scandita da 4 vallate di origine alluvionale, appena a sud del Piceno: Val Vibrata, Val Vomano, Val Tordino e Valle del Salinello.
Tra questi declivi, a metà strada tra mare e montagne, la Tenuta Cerulli Spinozzi si fa portavoce non soltanto dell’anima enoica, ma della più compiuta essenza delle Colline Teramane. “E’ diventato un marchio identificativo di un’area, non soltanto di un vino” mi spiega Enrico Cerulli Irelli, accogliendomi in cantina.
La Tenuta viene fondata ufficialmente nel 2003 dai fratelli Vincenzo e Francesco, rispettivamente padre e zio di Enrico, come naturale evoluzione dello scioglimento dell’azienda cooperativa Casal Thaulero.
Già nel 2005, Enrico è parte attiva dell’azienda famigliare che comprende 180 ettari di cui 35 vitati e la restante porzione divisa tra uliveti, seminativi e coltivazione di pomodori, nel comune di Canzano.
Passeggiando tra i vigneti che circondano la Cantina Enrico mi spiega che, accanto al principale sistema d’allevamento, la pergola abruzzese, vi sono anche viti allevate con un sesto d’impianto del tutto nuovo.
Questo sistema fonde la pergola abruzzese con il filare per trarre il meglio dalle piante, aumentando i ceppi per ettaro rispetto al tendone, e ottimizzando, al tempo stesso, le lavorazioni in campo che vengono svolte completamente a mano.
In vigna, il ventaglio ampelografico dell’azienda si focalizza sugli autoctoni come Trebbiano d’Abruzzo, Passerina, Pecorino, ai quali si va ad aggiungere il nuovissimo impianto di Maiolica, nota anche come Ortonese, Gaglioppo Nero o Gaglioppa, antico vitigno autoctono a bacca nera concentrato nelle province di Chieti e Pescara.
A fare la parte del leone però è il Montepulciano con cui si produce la DOCG Colline Teramane Montepulciano d’Abruzzo, declinata nelle 3 linee di produzione dell’azienda, Grué, Cortalto e Torre Migliori.
Il Disciplinare di produzione della Denominazione Montepulciano d’Abruzzo Colline Teramane, approvata nel 2003 (e modificata nel 2016 in “Colline Teramane Montepulciano d’Abruzzo”), prevedeva una resa di 95q per ettaro e un periodo di invecchiamento minimo di 2 anni.
“Questa Denominazione ha fatto fatica a decollare” asserisce Cerulli Irelli “è sempre stata vista come destinata alla fascia più alta della produzione, che è di per sé una cosa positiva.
Per contro, però questo atteggiamento l’ha resa una minoritaria rispetto al totale. In risposta a questo,” prosegue “si è ritenuto necessario adoperare una modifica sul disciplinare, cercando di intercettare questo problema introducendo una versione più ‘giovane’, che richiedesse un affinamento più breve così da consentire un più rapido ingresso sul mercato”.
Con il Decreto del 7 Maggio 2014 viene dunque approvata la proposta di modifica al disciplinare riducendo il tempo di invecchiamento obbligatorio ad 1 anno.
Tuttavia, la Denominazione continua a scontrarsi con le logiche del mercato “Il fatto che il Montepulciano sia uno dei vitigni più conosciuti al mondo ha certamente viziato gli asset commerciali”
“Uno dei grossi problemi concettuali che ho riscontrato durante tutta la mia attività nell’ambito del Consorzio, di cui mi sono interessato già dal 2006 come consigliere, è legato a una ideologia comune che si polarizza soltanto su ‘cosa può fare il consorzio per me’ piuttosto che chiedersi ‘cosa posso fare io per il consorzio?’”.
Presidente del Consorzio Tutela Vini Colline Teramane Montepulciano d’Abruzzo dal 2018, ed erede di famiglie che nei secoli si sono incrociate fra loro, i Cerulli, gli Irelli e, infine, gli Spinozzi, commercianti, agricoltori e proprietari terrieri, Enrico Cerulli Irelli è l’emblema del senso di responsabilità del proprio ruolo, lo stesso che la sua famiglia, nel corso della sua storia, ha sempre dimostrato nei confronti della comunità.
“E’ mancato un traino forte per questa Denominazione,” conclude il Presidente “un pioniere che aprisse i mercati. Siamo un conglomerato di piccole/medie imprese e, come tali, fare i pionieri è molto più difficile. Ciononostante,” continua “siamo riusciti a realizzare una cosa non banale: creare una comunità, un gruppo che lavora insieme, un’identità comune che, a parer mio, rappresenta un unicuum nella nostra regione. Ed è quel senso di comunità, di appartenenza ad un medesimo territorio erede delle stesse tradizioni, il nostro vero patrimonio.”



