Vignamato: Verdicchio di Famiglia
Nel cuore dei Castelli di Jesi, dagli anni Settanta la famiglia Ceci ha fatto del Verdicchio la propria vocazione: è tra queste colline che vive e cresce Vignamato.
E’ tra le colline dei Castelli di Jesi che la famiglia Ceci ha messo le proprie radici accanto ai filari di Verdicchio.
Nata da quella tradizione mezzadrile che caratterizava queste terre, Vignamato non è soltanto un’azienda vinicola.
Si tratta di un vero e proprio tributo a chi ha reso possibile questa realtà che oggi coinvolge tutta la famiglia: Amato Ceci.
«Non c’era una visione imprenditoriale come quella di oggi e si mirava soltanto all’autosostentamento» racconta Francesco Ceci, terza generazione dell’azienda «Nonno Amato era uno dei più piccoli di 13 fratelli e gli spettò in eredità un piccolissimo appezzamento in contrada Battinebbia, a Jesi».
Da quel fazzoletto di terra, insieme alla moglie Maria, Amato inizia l’avventura nel mondo del Verdicchio.
I suoi figli, Maurizio e Serenella si allontanarono da quel mondo, lasciando, però, una porticina sempre aperta.
Agli inizi degli anni Novanta, Maurizio Ceci si licenzia dal suo lavoro: aveva deciso che quei vigneti sarebbero diventati la sua casa.
Nel ‘92 viene prodotta la prima bottiglia di Versiano, Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore DOC con il nome “Ceci Amato”.
La proprietà si estende su circa 25 ettari vitati all’interno della zona classica, distribuiti tra il corpo centrale, a San Paolo di Jesi, Cupramontana, in contrada San Michele, e Maiolati Spontini.
Dieci anni fa, con il cambio di consulenza enologica è stata anche curata una parcellizzazione di tutta l’area «Luigi Lorenzetti, il nostro attuale consulente, ci ha insegnato che il vino nasce prima di tutto in vigna, e che ogni zona conferisce particolari caratteristiche – riporta Andrea Ceci, responsabile del comparto agronomico e produttivo».
Il Versiano è la perfetta rappresentazione di questa concezione poiché si tratta a tutti gli effetti di una cuvée di Verdicchio proveniente dai tre differenti appezzamenti.
L’Ambrosia, Verdicchio DOCG, è invece il prodotto di un singolo vigneto nella Vallata della Cesola all’interno del quale sono stati selezionati alcuni ceppi da destinare alla produzione dell’Amato, dedicato al nonno.
Le fermentazioni si svolgono a temperatura controllata, tra i 15-18 °C in acciaio e, soprattutto, cemento, eredità del lavoro di nonno Amato. Il legno resta invece relegato alla produzione dei rossi.
«Io sono sempre molto incuriosito dal legno – ammette – sebbene, ad oggi, credo che il Verdicchio non ne abbia bisogno. Tuttavia, non ci chiudiamo nessuna possibilità anche per il futuro».
Mentre la quarta generazione inizia già a fare capolino, pedalando tra quei vigneti fatti di storia, di sogni persi e ritrovati, la famiglia Ceci continua con entusiasmo ad accogliere visitatori in cantina e organizzare eventi orgogliosi dell’eredità che nonno Amato ha costruito, con sacrificio e con amore.
Tra San Paolo di Jesi, Staffolo e Cupramontana, questi vigneti non rappresentano un mero luogo di lavoro perché per la famiglia Ceci quei filari sono sinonimo di “casa”.
«Se dovessi immaginarmi da qui a dieci anni direi che non mi interessa aumentare gli ettari vitati – riflette Francesco – ma, piuttosto, elevare ulteriormente l’asticella qualitativa. Il mio desiderio più grande è arrivare nell’Olimpo dei migliori produttori dei Castelli di Jesi».
Un sogno ambizioso, forse, ma non un mero desiderio di grandezza.
È un obiettivo di eccellenza, in un panorama dove il livello medio si fa sempre più alto nonostante le sfide che il cambiamento climatico sta portando di anno in anno.
Coralmente impegnata nel proseguire fianco a fianco il cammino, la famiglia Ceci trasferisce da una generazione all’altra questo scrigno di ricordi, prendendosi cura di quel giardino di vigne dolcemente accarezzato dal vento che giunge dal mare: un’eredità che c’era e continuerà a esserci.
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