Vernaccia di San Gimignano

IL COLOMBAIO DI SANTACHIARA E LA VERNACCIA DI SAN GIMIGNANO

Una storia di ambizione nata dalla campagna: il Colombaio di Santa Chiara e la Vernaccia di San Gimignano

La famiglia Logi esprime attraverso il Colombaio di Santa Chiara la propria vocazione per la campagna, interpretando la Vernaccia di San Gimignano in un stile unico e dalla qualità ineccepibile.

Vernaccia di San Gimignano
Panorama su San Gimignano dai vigneti

A nordovest di Siena, lungo la via Francigena s’incontra una cittadina dal singolare skyline disegnato da torri in pietra: San Gimignano. Questa Manhattan medievale,  dichiarata Patrimonio dell’Umanità UNESCO nel 1990, attrae ogni anno tantissimi turisti da tutto il mondo.

La circondano i dolci declivi che increspano la Val d’Elsa, e, proprio qui, ha trovato i suoi natali il Colombaio di Santa Chiara.

Vernaccia di San Gimignano - Colombaio di Santachiara
Alessio Logi

«L’azienda nasce da quella che è sempre stata la vocazione di casa – riferisce Alessio Logi, titolare del Colombaio di Santa Chiara insieme al padre Mario e i fratelli Giampiero e Stefano – Deve essere stato questo imprinting che mi ha portato a scegliere l’indirizzo di enologia».

Con la spinta di Alessio e appena tre ettari e mezzo vitati, nei primi anni Duemila viene battezzato il primo vino: il Selvabianca. «È tutt’oggi il nostro vino del cuore perché racconta, più di tutte le altre referenze, ciò che siamo, la nostra filosofia, ed è il nostro biglietto da visita».

Una vocazione, dunque, verso l’eccellenza che guida ogni operazione, dalla campagna alla cantina, con la consapevolezza del sacrificio che si cela dietro ogni bottiglia ma anche dietro la costruzione di quello che oggi è un brand riconosciuto e premiato per la sua qualità.

«Sono nato e cresciuto in campagna – racconta Logi – e sono un contadino io stesso.  Osservandoci però per quello che siamo diventati oggi – riflette – sembra quasi che da fuori si faccia difficoltà a credere che la nostra sia sempre stata, e sia tutt’ora, una famiglia di contadini. Eppure sono proprio queste nostre umili origini a raccontare chi siamo».

In pochi anni, con calma ma tanta determinazione, la realtà del Colombaio è cresciuta: oggi sono 24 gli ettari vitati, di cui 14 consacrati alla Vernaccia, ai quali si affiancano 3000 ulivi. «La nostra è stata una crescita  ‘organica’ – asserisce Alessio – perché il nostro è stato un percorso graduale».

I locali di vinificazione sono stati spostati per lasciare spazio alla nascita della Locanda dei Logi. Quella che un tempo era la canonica con la chiesa romanica adiacente, dell’antico borgo medievale di San Donato (tutt’ora conservata, consacrata e visitabile) si è trasformata in un bellissimo complesso alberghiero che offre una sala degustazione e 6 camere dedicate all’accoglienza.

Tutt’intorno, aiuole e installazioni artistiche arricchiscono le balconate da cui ammirare il panorama circostante, tra vigneti e macchia mediterranea, in completo relax.

Vernaccia di San Gimignano

«Per noi l’enoturismo è stata una fase successiva – dichiara Logi – volevameno mantenere la sostenibilità del vino separata dalla ricettività: la Locanda non è un surrogato del Colombaio, è, piuttosto, quel quid in più che vive però di vita propria».

I vigneti si distribuiscono fra i due versanti di San Gimignano, nord e sud. I secondi sono contraddistinti dai terreni  costituiti da depositi plio-pleistocenici di sabbie gialle e argille. Passeggiando tra i filari, è impossibile non notare la presenza di conchiglie fossili, eredità di quel mare antico.

La commistione di questa tipologia di suoli e la ricchezza di sostanza organica, crea condizioni eccellenti per la coltivazione della vite.

Vernaccia di San Gimignano - terreno

Anche in cantina, non è mai mancata la voglia di mettersi in gioco «il percorso per la produzione della nostra prima riserva, l’Albereta, è stato tortuoso – confessa Alessio – ma il risultato che abbiamo raggiunto ci rende molto orgogliosi». Dal vigneto omonimo di 1 ettaro e 10, l’Albereta ha alleggerito le sue vesti negli anni, passando dall’impiego della barrique alla botte grande per alleggerire il carico del legno.

Ad aggiungersi alla gamma è stato poi il Campo della Pieve, dal vigneto posto proprio sotto il borgo di San Donato. «Abbiamo sempre vinificato separatamente le varie parcelle, anche all’interno dello stesso vigneto. Assaggiandole, ci siamo accorti che questo appezzamento aveva un timbro differente». 

Locanda dei Logi Vernaccia di San Gimignano

La scelta di vinificarlo separatamente si è rivelata vincente per il Colombaio che, nel 2011, riceve per la prima volta i tre bicchieri del Gambero Rosso insieme ad altri importanti riconoscimenti «il Campo della Pieve ci ha proiettati concretamente verso un mondo diverso del vino. È stato lo spartiacque che ci ha consentito di ottenere finalmente visibilità».

Tra i progetti futuri, accanto alla volontà di migliorarsi ogni giorno, c’è la costruzione di un nuovo edificio per ospitare la cantina.

 «Sarà un passo decisamente importante per noi; probabilmente rappresenterà quel tassello decisivo per trasformarci a tutti gli effetti in un’azienda di riferimento per il territorio e non solo.

Per raggiungere quest’obiettivo continueremo a impegnarci, ma anche a sognare, perché, in fondo – conclude – 10 anni fa non avrei mai immaginato di poter arrivare dove siamo ora, eppure eccoci qua, con la voglia di continuare a sfidarci per crescere e migliorare ogni giorno».

Vernaccia di San Gimignano

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