Montepulciano d'Abruzzo

MONTEPULCIANO D’ABRUZZO E COLLINE TERAMANE – ANTEPRIMA 2024

MONTEPULCIANO D'ABRUZZO E COLLINE TERAMANE INSIEME IN ANTEPRIMA

Il Consorzio Colline Teramane e il Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo uniti per promuovere il vitigno principe della regione: il Montepulciano.

Montepulciano d'Abruzzo

«In questo percorso di 20 anni precisi, quello che è stato realizzato è prima di tutto un rafforzamento del senso d identità all’interno della comunità, tra i produttori e l’affermazione di una realtà territoriale vera, che non si declina soltanto nel vino ma anche in altri aspetti culturali e di prodotti di varia natura». Esordisce così il former president del Consorzio Colline Teramane, Enrico Cerulli Irelli, nel ratificare quanto è stato fatto sinora da quel Consorzio oggi assorbito all’interno della più ampia realtà del Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo.

«Colline Teramane non è solo una denominazione di origine dell’uva Montepulciano – sottolinea con fermezza Cerulli Irelli –  ma è una qualifica che indica un territorio in cui uomini, tradizioni, ambiente e storia hanno definito la viticoltura e con essa l’identità unica dei vini. Oggi questa eccellenza diventa a tutti gli effetti porta bandiera nel mondo della grande qualità dei vini d’Abruzzo».

Montepulciano d'Abruzzo

Montepulciano come vitigno, dunque, al centro delle degustazioni presentate nel corso dell’Anteprima svoltasi Venerdì 1 Marzo 2024 presso la suggestiva location di Borgo Spoltino.

L’iniziativa ha coinvolto tanto la stampa nazionale quanto quella internazionale per portare all’attenzione quanto le riflessioni ma anche, talora, le critiche costruttive sollevate circa la precedente edizione, siano state accolte dal Consorzio Colline Teramane Montepulciano d’Abruzzo.

L’obiettivo, che trova compimento in questa ultima anteprima, era quello di proporre un quadro sempre più nitido del percorso che la DOCG sta facendo tanto in termini qualitativi quanto in termini di allineamento tra i produttori. 

Senza dubbio, emerge una maggiore coesione nei campioni presentati, rispetto alla precedente anteprima, risultante della volontà corale di migliorare l’identità unica delle Colline Teramane DOCG.

Montepulciano d'Abruzzo

I campioni della tipologia Riserva hanno dimostrato, nel complesso, una tangibile uniformità in termini di qualità, che lascia presagire quanto essa rappresenti a tutt’oggi l’apice qualitativo della produzione.

«Questa Anteprima 2024 è l’ultima di un percorso cominciato nel 2020 e la prima sotto l’egida del Consorzio Vini d’Abruzzo» (leggi l’articolo sull’anteprima 2023)

Montepulciano d'Abruzzo

Sottolinea Enrico Cerulli Irelli «ecco perché, per quest’anno, abbiamo mantenuto la formula precedente, una degustazione in anteprima dei vini Colline Teramane, con un ulteriore approfondimento dedicato al Montepulciano Doc. L’occasione di questo confronto permetterà di definire ancora meglio l’identità di Colline Teramane». 

Nel pomeriggio, infatti, circa 70 campioni di Montepulciano DOC sono stati sottoposti all’assaggio degli ospiti, divisi per areale di produzione: Terre di Chieti, Colline Pescaresi, Terre dell’Aquila e Teramo, incluse le versioni Riserva e le relative sottozone Teate e Terre dei Vestini.

Il Modello “Abruzzo”

«Esiste un Abruzzo del valore e uno dei volumi – afferma Cerulli Irelli – ed entrambi hanno la loro valenza, unendo i territori in modo del tutto trasversale. La grande sfida degli “Abruzzi” oggi, – aggiunge – è quella di riuscirli a comunicare correttamente. È stato studiato un modello pensato appositamente per poter spiegare questi diversi “Abruzzi”, creando un’immagine unitaria in cui tutte le realtà riescono a convivere».

Montepulciano d'Abruzzo D'Eusanio
Franco d'Eusanio

«L’evoluzione operata dalla Regione Abruzzo sulle denominazioni verte proprio sull’inquadramento di questo ‘modello Abruzzo’ anche alla luce della situazione del mercato dei vini rossi – sottolinea Franco D’Eusanio, vice presidente del Consorzio Tutela Vini D’Abruzzo – La tendenza è quella di cercare vini più ‘beverini’ ed essa coinvolge chiaramente anche il Montepulciano DOC. D’altra parte, anche le mutazioni climatiche stanno imponendo sensibili modifiche nel vigneto, spingendo i produttori anche a 700-900m slm.  C’era quindi la necessità, alla luce di tutte queste variabili, di differenziare l’offerta in modo chiaro per il consumatore affinché sia comprensibile che si tratta di vini diversi anche se entro un’unica denominazione. Il modello Abruzzo rappresenta questo, dunque, la distinzione di territori molto diversi e caratterizzanti, in cui un vitigno malleabile come il Montepulciano, nei suoi diversi cloni, si esprime in modo differente.

Montepulciano d'Abruzzo

«Abbiamo quindi voluto differenziare il consueto grand tasting proponendo un momento dedicato al vino principe della nostra regione – spiega D’Eusanio – anticipando il nostro appuntamento per dare la possibilità alle nostre aziende di presentare i loro prodotti in un momento strategico per i buyer nella scelta delle referenze nelle carte vini».

Sono stati gli Abruzzi dunque,  i protagonisti del tasting della Doc Montepulciano d’Abruzzo, che dal Gran Sasso al mare Adriatico abbracciano una complessa varietà di vigneti, da quasi 1000m sino al livello del mare.

Questa composita espressione territoriale, congiuntamente con la DOCG Colline Teramane, si fa portavoce di un’unica ma, al tempo stesso, molteplice realtà territoriale, esprimendo in ogni calice uno spicchio della poliedrica natura abruzzese attraverso la voce del medesimo vitigno: il Montepulciano.

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