ANTEPRIME DI TOSCANA 2024 : VINO NOBILE DI MONTEPULCIANO, SI AVVICINA L'USCITA UFFICIALE DELLE PIEVI
Giunge alla 30° edizione l’anteprima del Vino Nobile di Montepulciano e segna il definitivo conto alla rovescia per l’uscita sul mercato delle Pievi.
Si avvicina la conclusione del percorso di approvazione delle Pievi, nuova tipologia introdotta nel disciplinare del Vino Nobile di Montepulciano, che dal 1° gennaio 2025 entreranno finalmente in commercio.
Il Comitato Nazionale vini ha dato l’ok definitivo, sigillato dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale (approfondisci qui) e l’iscrizione presso il Registro delle Denominazioni Europee.
Al momento la produzione interesserà solo il 10% del totale.
Il progetto Pievi, che a prima vista può essere assimilato a quello delle UGA del Chianti Classico (per approfondire clicca qui) o le MGA del Barolo (per saperne di più clicca qui), si pone degli obiettivi che vanno ben oltre la zonazione.
Sebbene, infatti, le Pievi siano nate in seguito a studi geologici operati sul territorio di Montepulciano, la loro distribuzione non è un mero sezionamento dei suoli.
Il termine stesso “Pieve”, preferito al posto di Menzione o Unità Geografica Aggiuntiva, oltre ad essere più poetico ha anche una valenza storica.
Le antiche Pievi suddividevano il territorio in sottozone, ognuna col proprio toponimo e chiesa di riferimento.
La nuova tipologia del disciplinare prevede dunque 12 “Pievi” che ricalcano l’antica suddivisione prevista dal Catasto Leopoldino del 1800: San Biagio, Cerliana, Caggiole, Valiano, Badia, Ascianello, Gracciano, Cervognano, Argiano, Sant’Albino, Le Grazie e Valardenga.
Insieme alla volontà di dare risalto a una divisione storica, le regole del disciplinare per la produzione delle Pievi vogliono creare un modello virtuoso che faccia da traino per il resto della denominazione.
La base ampelografica prevede un minimo di 85% di Sangiovese, localmente denominato Prugnolo Gentile, con un saldo di sole uve autoctone quali Canaiolo Nero, Ciliegiolo, Mammolo e Colorino (quest’ultimo non oltre il 15%).
Anche la resa massima è inferiore rispetto alle norme previste per il Vino Nobile di Montepulciano “standard”, che si attesta sugli 80 quintali contro i 70 della Pieve.
L’affinamento minimo previsto è pari a 36 mesi, di cui almeno 12 in legno e 12 in bottiglia.
Le degustazioni comparative svolte durante le anteprime hanno voluto rappresentare un primo bilancio di una situazione in evoluzione.
Trattandosi di vini che devono ancora terminare il loro percorso di affinamento, lasciano aperte molte riflessioni su un futuro ancora tutto da scrivere.
E’ comunque chiaro come, fin dalla loro genesi, le Pievi vogliano farsi da traino per elevare verso l’alto tutta le denominazione, affinché tutte le pratiche di produzione convergano verso questo modello in cui vengono esplicitati persino i livelli massimi dei fenoli volatili ammessi.
L’appuntamento è dunque per l’anno prossimo venturo, quando le Pievi non saranno più un progetto in cantina ma una realtà di mercato da promuovere e raccontare, insieme alla storia del territorio, delle cantine e delle famiglie che costituiscono l’anima di Montepulciano e dei suoi vini nobili.



